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Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

CONSERVATORIO DI MUSICA

“Cesare Pollini ”– PADOVA

ALTA FORMAZIONE ARTISTICA E MUSICALE

Dipartimento di Etnomusicologia

IISMC Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati - Fondazione “Giorgi Cini”, Venezia-


Terzo stage di flauto ney ottomano-turco

Docente M.o Stéphane Gallet

A cura di Giovanni De Zorzi

31 Marzo, 1 e 2 Aprile 2005 h. 09-19:00

Temi del Laboratorio

  1. Impostazione;
  2. Postura;
  3. Sviluppo del suono;
  4. Intonazione degli intervalli;
  5. Studio dei principali assetti modali (makâmlar) della musica classica ottomano turca: Rast, Hüzzam, Uşşak, Segâh, Hiçaz, Husseyni, Sabâh, Beyati;
  6. Studio dei principali cicli ritmici (usül) della musica classica ottomano turca: Nim Sofyan, Semai, Sofyan, Yurük Semai, Düyek, Devr-i Hindi, Aksâk Semai, Devr-i Kebir);
  7. Studio di brani tradizionali, strumentali e vocali della musica classica ottomano turca.

Il ney

Il ney è uno strumento dal passato millenario divenuto nei secoli l’unico strumento a fiato adottato negli ensembles di musica classica persiana, araba e ottomano-turca. Dal IX d.C. il ney è uno tra i rari strumenti musicali impiegati nell’incontro cerimoniale sufi detto samâ‘, “ascolto, audizione”, nel corso del quale si ascoltano musica e poesia nell’intento di pervenire a particolari stati interiori, definibili come estasi o, più correttamente, enstasi. Dal XIII secolo il ney assume un particolare ruolo, musicale e simbolico, in seno alla confraternita sufi detta mevleviye, più nota in occidente come confraternita dei “dervisci rotanti”, sorta sull’esempio del poeta sufi di lingua persiana Mevlâna Jalâl-ud-Dîn Rumî (Balkh, 1207-Konya, 1273). Per la mevleviye il particolare samâ‘ che combina poesia, musica e “danza” divenne una pratica quasi quotidiana elaborata nei minimi dettagli. I tekke, “conventi”, mevlevi divennero presto i conservatori e i centri letterari ed artistici dell’impero ottomano (1326-1922) e, nel tempo, si venne formando un notevole insieme di composizioni destinate al samâ‘ che vennero presto trascritte e transnotate, costituendo le prime testimonianze di scrittura musicale in area ottomana turca. A partire dal XVIII d.C., si hanno notevoli similitudini e interscambi tra il linguaggio musicale sviluppatosi in seno alla mevleviye e la musica classica di corte e del suo genere principale, la suite vocale e strumentale detta fasıl.

Stéphane Gallet

Stéphane Gallet è suonatore e costruttore di ney. Dopo aver studiato canto gregoriano con Iégor Retznikoff, alla fine degli anni Settanta incontra il grande neyzen turco Kudsi Erguner, divenendone allievo e collaboratore. Dalla seconda metà degli anni Ottanta, Gallet inizia a tagliare e costruire i ney divenendo l’artigiano di riferimento per tutti i neyzen europei, la maggior parte dei quali devono a lui il loro strumento. Contemporaneamente inizia una propria autonoma carriera solistica, intervallata all’insegnamento del ney e della musica sufi ottomana presso il Centre Mevlana di Parigi, fondato dallo stesso Erguner. Nel tempo Gallet ha sviluppato sul ney un suono, un approccio e uno stile molto personali, riconoscibili e non derivativi, pur nei canoni della tradizione.

Iscrizione: L'accesso al laboratorio per gli studenti esterni al Conservatorio può avvenire solo previo versamento di 50 euro sul C/C postale 10773356 intestato al Conservatorio "Cesare Pollini" di Padova, specificando come causale del versamento: "Iscrizione al terzo laboratorio di ney ottomano". La ricevuta dell’avvenuto pagamento dovrà essere esibita in Segreteria all’inizio del corso stesso.


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