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Abu Bakr as-Siddîq (R.a.)

Il più eccellente fra gli uomini dopo i profeti. Nato nel 53 prima del Hijra (570 d.C.). Morì nel 12 a.h. (633 d.C.). Primo Khalîfa del Profeta Muhammad (S.a.s.), erede degli insegnamenti esoterici trasmessi al suo cuore nella grotta di Thâur ove lui ed il Profeta (S.a.s.) si rifugiarono dai potenziali assassini Qurâish che li perseguivano. Allah ordinò ad un ragno di tessere la sua tela all’entrata, ciò convinse gli inseguitori che nessuno vi fosse entrato. In seguito a questo incidente è menzionato nel Sacro Corano come:

"il secondo dei due".

Il Profeta (S.a.s.) durante l'Hijra (migrazione) nella caverna di Thaur pose la mano sul suo cuore e riversò nel cuore di Abu Bakr as-Siddîq (R.a.) la conoscenza che Allah gli aveva dato. Questo è quanto viene detto nella Tradizione:

"Tutto ciò che Allah ha messo nel mio cuore, io l'ho versato nel cuore di Abu Bakr as-Siddîq."

Quando i Compagni chiedevano a Rasulullah (S.a.s.) chi fosse il migliore fra di loro, lui diceva Abu Bakr (R.a.). Se lui (S.a.s.) era assente o infermo faceva condurre la preghiera da Abu Bakr (R.a.)

Il Profeta (S.a.s.) diceva riguardo ad Abu Bakr (R.a.):

"Egli era uno che é morto prima di morire."

Fra tutti i compagni, perché fu Abu Bakr (R.a.) a realizzare questo? Poiché egli aveva lasciato assolutamente tutti i suoi desideri alle sue spalle, così che non era rimasto nulla di essi al cospetto del suo Signore e del suo Profeta (S.a.s.). Era come un uomo morto che non ha alcun desiderio per questa vita. Quando raggiunse questo stato, egli era come un ombra del Profeta (S.a.s.) e non potete trovare un ombra che non sia completamente d’accordo col suo originale; fino a questo livello assoluto Abu Bakr (R.a.) non lasciò mai la Via del Profeta (S.a.s.). Grazie a questa qualità, Abu Bakr (R.a.) divenne degno di fiducia sotto tutti gli aspetti ed il Profeta (S.a.s.) poté trasferire molte conoscenze nel suo cuore. Il Profeta (S.a.s.) sapeva che Abu Bakr (R.a.) non avrebbe fatto nulla contro il suo desiderio o il suo volere, così, nelle gerarchie spirituali, Abu Bakr (R.a.) è il più alto di tutti i compagni del Profeta (S.a.s.)

Al momento della morte del Profeta, Abu Bakr si trovava fuori città. Rientrato a Medina, prese in mano la situazione con lucidità e fermezza. Il suo discorso nella moschea scosse profondamente i fedeli. Dopo aver reso lode a Dio, disse con fermezza:

"O gente, per chi voleva adorare Muhammad, invero Muhammad è morto; per chi voleva adorare Dio, invero Dio è Vivente e non muore"

Ai musulmani si presentò il problema di stabilire il successore. Abu Bakr era stato il compagno più vicino al Profeta e aveva guidato la preghiera quando questi era in vita. ’Umar, davanti ai musulmani riuniti, prese allora la mano di Abu Bakr e gli giurò fedeltà, seguito da tutti i presenti


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